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13

By Jay Asher

(369)

| Paperback | 9788804582991

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Book Description

Clay torna da scuola e fuori dalla porta trova ad aspettarlo una pessima sorpresa: sette audiocassette numerate con dello smalto blu. Ascoltandole, scopre che a registrarle è stata Hannah, la ragazza di cui si è preso una cotta. La stessa ragazza che si è suicidata due settimane prima. Quelle cassetContinue

Clay torna da scuola e fuori dalla porta trova ad aspettarlo una pessima sorpresa: sette audiocassette numerate con dello smalto blu. Ascoltandole, scopre che a registrarle è stata Hannah, la ragazza di cui si è preso una cotta. La stessa ragazza che si è suicidata due settimane prima. Quelle cassette sono il suo modo per avere l'ultima parola sulle vicende che, secondo lei, l'hanno portata alla morte: facendole scorrere, Clay scopre che il destinatario del pacchetto deve ascoltarle e poi passarle al successivo di una lista. Nelle cassette, 13 storie: ognuna legata a una persona che ha dato ad Hannah una ragione per togliersi la vita. Seppur sconvolto, non può resistere alla tentazione di esplorare a fondo la storia che lo riguarda e, guidato dalla voce di lei, visiterà i luoghi che lei vuole mostrargli, finché non gli rimarrà altro da ascoltare...

Critics

  • 13 di Jay Asher

    La trama e le recensioni di 13, romanzo di Jay Asher edito da Mondadori. Clay Jensen torna a casa da scuola e davanti alla porta trova un pacchetto indirizzato a lui, ma senza mittente. Dentro ci sono sette cassette numerate con dello smalto blu. Cla ... (read full critics)

    Qlibri published on Fri, 1 Jul 2011

8 Reviews

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  • 4 people find this helpful

    13 persone — 13 motivi per suicidarsi

    Questo thriller psicologico per Young Adults prende avvio da una certezza: sappiamo già che la sua protagonista, Hannah Baker, è morta, si è suicidata. Era una ragazza molto carina ma, fin dal suo trasferimento nella nuova città in cui si svolge la storia, non è mai riuscita ad integrarsi con i suoi ... (continue)

    Questo thriller psicologico per Young Adults prende avvio da una certezza: sappiamo già che la sua protagonista, Hannah Baker, è morta, si è suicidata. Era una ragazza molto carina ma, fin dal suo trasferimento nella nuova città in cui si svolge la storia, non è mai riuscita ad integrarsi con i suoi coetanei e i suoi compagni di scuola — con piccoli gesti e brevi frasi — hanno sempre più contribuito al suo crescente senso di alienazione. Alcuni giorni dopo la sua morte, Clay Jensen, un ragazzo da sempre innamorato di Hannah, riceve una scatola da scarpe con 7 audiocassette: su ciascuno dei tredici lati (uno è vuoto) c’è una storia, un ragazzo, un tassello, in cui Hannah cerca di spiegare i motivi del suo suicidio. I tredici ragazzi sono adolescenti qualunque, ragazzi che cercano di integrarsi con gli altri, come cercava di fare anche Hannah, che hanno fatto o detto qualcosa di più o meno grave, spingendola al gesto finale. Clay, come gli altri dodici giovani di cui parlano le cassette, scopre via via la storia di Hannah, i suoi sogni infranti, il suo desiderio sano e comune a tutti i ragazzi di avere degli amici, di essere accettata, di essere apprezzata per qualcosa, anche per una sciocchezza. Invece, a causa della crudeltà e dell’insensibilità comune a molti adolescenti, basta una parola, un gesto stupido, un piccolo scherzo — magari fatto per vendicarsi di un’altra ragazza — per creare delle dicerie attorno a una persona, dicerie che le rimarranno attaccate addosso e che sarà difficilissimo far dimenticare.

    Percorriamo insieme a Clay le strade che ha percorso Hannah, andiamo nei ‘luoghi’ della sua storia, che la ragazza ha segnato su una mappa contrassegnandoli con una ‘X’. Come Clay, talvolta vorremmo premere il tasto di pausa per respirare un attimo, per toglierci dal cuore quella terribile cappa di angoscia che opprime il racconto fin dalla prima cassetta, anzi, fin da quando il ragazzo riceve la scatola. Ma proseguiamo, invano, sperando che ci sia stato un avvenimento che — prima della fine del tredicesimo lato delle cassette — abbia fermato Hannah, impedendole di inghiottire quelle pillole che l’hanno uccisa.

    La storia è incalzante, perché narrata doppiamente in prima persona: Clay e Hannah si alternano nel racconto, talvolta anche interrompendosi a vicenda ad ogni rigo. Infatti il vero narratore è Clay, di cui seguiamo il flusso di coscienza mentre ascolta i nastri incisi da Hannah. Spesso il racconto della ragazza risveglia nel giovane dei ricordi, che la coinvolgono o che coinvolgono i personaggi chiamati in causa dalle cassette, tuttavia seguire il filo logico è molto semplice. Originale — e chiarificatore — anche l’utilizzo dei tasti del lettore di cassette (play, pause, stop, ecc.) per farci comprendere le azioni di Clay.

    Questo libro mi ha molto coinvolta: ho trovato la sensibilità di Hannah molto vicina alla mia, il suo desiderio di essere apprezzata e di essere accettata credo sia molto comune — non soltanto agli adolescenti — e “vedere” un branco di ragazzini senza cervello che ne distruggevano pian piano l’autostima solo per accrescere il loro vuoto ego è stato frustrante, irritante, avvilente. Ho letto alcuni commenti e recensioni di ragazzi americani i quali dicevano che Hannah non rappresenta il classico esempio di aspirante suicida. Una ragazza ha affermato di avere dei problemi ed ha detto che Hannah non le somigliava affatto. Credo sia però evidente che non esiste un vero “prototipo da manuale” di aspirante suicida, una figura stereotipata facile da individuare e a cui fare riferimento, sebbene io non sia una psicologa né abbia esperienza con questo genere di persone per affermarlo con certezza. Vi dico però una cosa: Hannah non è un’aspirante suicida, Hannah è una suicida. Punto. È morta al primo tentativo. Sì, d’accordo, è solo il personaggio di un romanzo, la ragazza americana potrebbe avere ragione: potrebbe non essere probabile come aspirante suicida ma, a prescindere da questo, non ha importanza se Hannah sia credibile o meno come modello della categoria, perché questo libro non è stato scritto per aiutare gli adolescenti ad individuare gli aspiranti suicidi e farli desistere. Potrebbe anche essere uno degli scopi del libro, ma non il principale.
    Perché 13 è stato scritto per far capire agli adolescenti che certi atteggiamenti, alcuni piccoli gesti incauti, impulsivi ma crudeli, le piccole bravate o bugie che sembrano innocue e che essi credono servano a farli sentire accettati dai loro coetanei, non solo non danno la minima soddisfazione — potrebbero anche darla, ma per quanto? Un minuto? Due? —, ma possono provocare una reazione gravissima nel nostro prossimo: ci sono persone sensibili in cui anche una sola parola o un solo gesto potrebbe causare una ferita profonda. E ci sono persone insensibili che useranno quella stessa parola e quello stesso gesto per allargare quella ferita, causando una reazione a catena che potrebbe concludersi con un risultato drammatico.

    "Non si può mai sapere con certezza che tipo d'impatto ognuno di noi può avere sugli altri. Spesso, non ce ne rendiamo nemmeno conto. Eppure, questo impatto esiste eccome."

    Puoi leggere la recensione completa QUI:

    http://www.diariodipensieripersi.com/2012/04/13-di-jay-…

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    Georgiana1792 said on Apr 25, 2012 | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    Effetto Valanga

    Tecnicamente mi è piaciuto molto questo libro per via dell'originalità e della bella idea di suddividere i capitoli a seconda dei lati delle audiocassette che la protagonista Hannah ha registrato con la sua voce, per raccontare alle persone sulla sua "lista" la sua verità.
    Il tema è molto serio e t ... (continue)

    Tecnicamente mi è piaciuto molto questo libro per via dell'originalità e della bella idea di suddividere i capitoli a seconda dei lati delle audiocassette che la protagonista Hannah ha registrato con la sua voce, per raccontare alle persone sulla sua "lista" la sua verità.
    Il tema è molto serio e tragico, trattandosi della decisione di una giovane ragazza di arrivare al suicidio, per via di tutte quelle "piccole" cose che accumulate arrivano a formare il cosiddetto "effetto valanga", diventando man mano incontrollabili.
    Il racconto è un po' angosciante se ci si mette nei panni di Clay, costretto ad ascoltare quella voce per capire cosa sia successo, andando avanti e sapendo che le cose andranno sempre peggio, finchè non arriva il "suo turno", in cui scopre che lui è stata l'unica persona su cui Hannah aveva un'opinione diversa e positiva. Piccola consolazione, ma la rabbia rimane per non essere riuscito ad accorgersi in tempo dei campanelli d'allarme lanciati da Hannah e aiutarla a farla stare meglio.
    Questo libro da un buono spunto per farsi un esame di coscienza e rendersi conto che tutto ciò che diciamo o facciamo nei confronti di una persona, anche se a noi potranno sembrare cose banali, per l'altra invece possono avere un'influenza molto diversa. Non bisogna mai dare niente per scontato.

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    Silligan said on Apr 24, 2012 | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    Solo per ragazzine

    Il romanzo "13" parla di suicidio, un argomento molto delicato e proprio per questo non me la sento di stroncarlo come avrei fatto se l'argomento fosse stato un qualsiasi altro. Questo perchè, anche se le argomentazioni e le motivazioni addotte al gesto dall'autore, mi sono sembrate quantomeno steri ... (continue)

    Il romanzo "13" parla di suicidio, un argomento molto delicato e proprio per questo non me la sento di stroncarlo come avrei fatto se l'argomento fosse stato un qualsiasi altro. Questo perchè, anche se le argomentazioni e le motivazioni addotte al gesto dall'autore, mi sono sembrate quantomeno sterili, non posso comunque mettere la mano sul fuoco sul fatto che non esiste persona al mondo che si toglierebbe la vita per questo tipo di motivi. Siamo tutti diversi, ognuno di noi ha dei lati più sensibili: è una questione di indole e carattere, quello che per me è una cavolata che si può dimenticare facilmente, magari per un altra persona è un affronto imperdonabile. Non si può dar nulla per scontato.
    Nello specifico la protagonista di questo libro decide di farla finita perchè su di lei circolano molti pettegolezzi e questi danno il via ad una serie di comportamenti poco gentili nei suoi confronti: stiamo parlando di ragazzini delle superiori che semplicemente si comportano in maniera troppo leggera nei confronti di una coetanea, senza mostrare un briciolo di empatia, ma a quell'età ci si sente al centro dell'universo, curarsi degli altri, in particolar modo degli estranei, è difficile e capita raramente. Le cose di cui si lamenta la protagonista sono per la maggior parte cose che abbiam vissuto tutti e che raramente ci hanno scossi. E soprattutto sono cose che una volta adulti, guardandole con la giusta prospettiva, non significano più niente.
    L'idea di un'aspirante suicida che lascia dei messaggi a chi è causa della sua decisione è originale, devo ammetterlo, e mi è piaciuto che nei vari capitoli si alternasse la voce registrata della protagonista ormai morta con i pensieri di uno dei ragazzi coinvolti intento ad ascoltare i nastri per la prima volta. Tuttavia l'autore, forse perchè uomo e non grande conoscitore dell'animo di una adolescente femmina, non ha saputo cogliere il vero dramma del crescere. Anche il ragazzo che ascolta non è credibile, certe sue reazioni sono veramente esagerate.
    Ora mi contraddico da sola: sebbene l'idea del messaggio postumo sia carina, a me sembra improbabile. Come si fa ad organizzare una cosa del genere senza che nel frattempo la lucidità ritorni? E com'è possibile che tutta la rabbia della protagonista non si trasformi in voglia di vivere per riscattarsi, tanto più che le sue ragioni per morire sono molto lievi? Non me lo spiego, e non lo spiega bene neppure l'autore.
    Questo romanzo può forse piacere alle giovanissime che ancora lottano con questi piccoli drammi dell'essere un'adolescente femmina, in bilico tra la bambina fiduciosa e la donna smaliziata. Non aspettatevi troppo però.

    Ne parlo anche qua --> http://lafedelibrovora.blogspot.it/2012/04/recensione-1…

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    radiolinablu said on Apr 13, 2012 | Add your feedback

  • *** This comment contains spoilers! ***

    Cara Hannah,

    La cosa che probabilmente mi fa più incazzare è che se ragionassi come te, io sarei morta e sepolta da un bel pezzo.
    Perché, sai, quanto ti capisco Hannah! Se solo sapessi quando desidero scomparire, sprofondare nel nulla! Se solo potessi far smettere tutto!
    Oh Hannah, anche a me sembra di urlare, c ... (continue)

    La cosa che probabilmente mi fa più incazzare è che se ragionassi come te, io sarei morta e sepolta da un bel pezzo.
    Perché, sai, quanto ti capisco Hannah! Se solo sapessi quando desidero scomparire, sprofondare nel nulla! Se solo potessi far smettere tutto!
    Oh Hannah, anche a me sembra di urlare, costantemente, e di non avere qualcuno che mi sente, qualcuno che mi viene a salvare.
    No... no, aspetta... tu hai qualcuno! Tu... tu potevi salvarti! Qualcuno era lì per te, e sei stata TU a respingerlo!
    Hannah, non dovevi suicidarti. Tu avevi qualcuno che ti offriva una mano, Clay! Io sono qui a combattere con i denti e con i pugni per salvarmi da sola, cara.
    Hannah, sei bella, intelligente e simpatica. Però ti manca una cosa... fondamentale.
    C'è un film che non puoi conoscere (certo, ti sei suicidata prima che uscisse) che si chiama Easy A. La protagonista vive una storia simile alla tua, e sai come riesce a superarla? Con un singolare senso dell'umorismo.
    Ed è questo quello che non hai fatto, Hannah. Prima della festa, le cose potevano essere affrontate in modo differente, con più senso dell'umorismo e indifferenza.
    Ma sai una cosa, cara Hannah: vuoi fare a cambio? La mia vita per la tua, e solo per un giorno. Vediamo come te la potresti cavare nei MIEI panni.
    Sì perché, oltre ai problemi che condividiamo (che mi hanno messa un po' sul chivalà, viste le troppe analogie tra la tua storia e la mia) quali i voti scolastici, i pettegolezzi di una piccola città (eh, io vivo a Milano, ma la sostanza non cambia) e l'ambiente scolastico, io ce ne ho un altro bel pacco, che si dividono fra problemi familiari e di salute.
    E nei miei panni, malgrado il mio particolare senso dell'umorismo (magari un po' macabro), non riusciresti a cavartela.
    Io nei tuoi sì.

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    Amy Heat said on May 16, 2012 | Add your feedback

  • *** This comment contains spoilers! ***

    Tornando da scuola Clay trova un pacco senza mittente sulla veranda. Incuriosito, lo apre e scopre sette cassette, numerate dall'1 al 13 con lo smalto blu. Chi ascolta ancora le cassette, al giorno d'oggi? Con uno stereo impolverato Clay ascolta la voce di Hannah. Il problema è che Hanna si è suicid ... (continue)

    Tornando da scuola Clay trova un pacco senza mittente sulla veranda. Incuriosito, lo apre e scopre sette cassette, numerate dall'1 al 13 con lo smalto blu. Chi ascolta ancora le cassette, al giorno d'oggi? Con uno stereo impolverato Clay ascolta la voce di Hannah. Il problema è che Hanna si è suicidata due settimane prima. E Clay scopre che Hannah ha inciso tredici lati per tredici storie, per tredici persone. Persone in qualche modo colpevoli di aver fatto troppo o troppo poco, di averla spinta al suicidio. Si parte con Justin, il ragazzo a cui ha dato il primo bacio, tanto sognato. Ma dopo qualche tempo Justin mette in giro la voce che non si sono limitati ai baci. E un pettegolezzo come questo, a quattordici anni, distrugge la vita. Perché da quel momento Hannah risulta essere quella facile, alla quale si può toccare il sedere per gioco, con la quale litigare perché un ragazzo ti ha messo dalla parte sbagliata della lista. Una ragazza da usare come autista. Clay vaga per la città, ascoltando la vita segreta di Hannah, ricordando la sera della festa, quell'unica sera in cui hanno parlato veramente e si sono baciati, quando lui era pronto ad ascoltarla, mentre lei stava già abbandonando la vita...

    Una storia sconvolgente. Già dall'inizio sappiamo quale sarà l'epilogo. Da un bacio tanto sognato all'Effetto Valanga. Che travolge non solo Hannah, ma anche Clay, che ci aveva creduto e con cui dividiamo gli occhi lucidi. Perché il mondo di Hannah non è solo il suo, è quello di chiunque abbia incontrato un bullo che gli ha avvelenato la vita, un cosiddetto amico che l'ha solo usato. Poi diventa difficile fidarsi degli altri, quando sei sempre stato ferito. Le parole hanno un peso, un valore, un significato, si possono usare per amare, consolare e divertire, ma anche per ferire, distruggere, illudere. Ecco, io questo libro lo farei leggere a scuola, perché tutti dovrebbero provare a immedesimarsi negli altri. Forse non sarebbero così crudeli. E la fine, che secondo me solo Clay ha ascoltato... quel grazie sussurrato. Grazie di avermi ascoltata, di aver camminato nelle mie scarpe, di aver capito.

    Il sito del libro: http://www.thirteenreasonswhy.com/

    *Spero per voi che siate pronti,perchè sto per raccontarvi la storia della mia vita. O meglio,come mai è finita. E se state ascoltando queste cassette,è perchè voi siete una della ragioni...
    * Non si può mai sapere con certezza che tipo d'impatto ognuno di noi può avere sugli altri. Spesso, non ce ne rendiamo nemmeno conto. Eppure, questo impatto esiste eccome.
    * È difficile restare delusi quando ti succede esattamente quello che ti eri immaginata.
    * Visto tutto quello che stava succedendo nella mia vita – nella mia testa – avevo davvero voglia di parlare con te. Parlare seriamente. Almeno per una volta. Cosa che non riuscivamo mai a fare a scuola. Né al lavoro. Avere l'occasione di chiederti: chi sei?

    Non riuscivamo mai a farlo perché io avevo paura. Paura di non avere chance con te.
    Lo pensavo davvero. E in fondo mi andava bene così.
    Cosa sarebbe successo se avessi imparato a conoscerti e ti fossi rivelata l'Hannah di cui tutti sparlavano? Se fossi stata diversa da come speravo?
    Era la cosa che mi avrebbe fatto soffrire di più in assoluto.

    * Se una canzone ti fa piangere e tu non hai voglia di piangere, puoi smettere di ascoltarla. Ma non puoi sfuggire da te stesso. Non puoi decidere di smettere di vederti. O di spegnere il rumore che hai in testa.
    * Incrocio il tuo sguardo
    ma tu non mi vedi
    a malapena rispondi
    se mormoro
    Come stai
    Due amici del cuore
    due anime gemelle
    Forse non siamo
    Forse non lo saremo mai

    Madre mia
    mi hai portato in te
    Ora non vedi altro
    che ciò che indosso qui
    La gente ti chiede
    come sto
    Tu sorridi e annuisci
    fai che non finisca
    così

    Mettimi
    sotto il cielo di Dio e
    conoscimi
    non mi guardare solo con gli occhi
    Strappa
    questa maschera di carne e di parola
    e vedimi
    per la mia anima

    sola
    * L'autoreverse gira automaticamente la cassetta. Senza la sua voce, il debole ronzio che ha accompagnato per tutto questo tempo le sue parole sembra più forte. Per sette cassette e tredici storie, la voce di Hannah è risultata lievemente ovattata a causa di questo continuo fruscio. Mi lascio avvolgere dal rumore di sottofondo, mentre resto aggrappato alle sbarre, con gli occhi chiusi. I raggi di luna scompaiono. Scompaiono anche le cime ondeggianti degli alberi. La brezza che mi accarezza la pelle, il dolore che va diminuendo nelle dita, il fruscio del nastro che si avvolge, mi fanno ripensare a tutto quello che ho scoperto in questa giornata. Il mio respiro si fa più lento. La tensione nei muscoli inizia a sciogliersi. D'improvviso, un clic nelle cuffie. Un lento sospiro. Apro gli occhi sotto i luminosi raggi della luna. E Hannah, con affetto: Grazie.

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    HermioneGinny said on May 9, 2012 | Add your feedback

  • Cari lettori,
    vi parliamo oggi di un libro per Young Adults che è stato già pubblicato da qualche anno — precisamente nell’ottobre 2008 — ma che crediamo sia una lettura molto intensa e coinvolgente. Parliamo di 13 (Thirteen reasons why) di Jay Asher. A causa dei temi affrontati, in America si discu ... (continue)

    Cari lettori,
    vi parliamo oggi di un libro per Young Adults che è stato già pubblicato da qualche anno — precisamente nell’ottobre 2008 — ma che crediamo sia una lettura molto intensa e coinvolgente. Parliamo di 13 (Thirteen reasons why) di Jay Asher. A causa dei temi affrontati, in America si discute ancora moltissimo su questo libro e nel 2013 verrà tratto da esso un film in cui per il ruolo della protagonista — Hannah Baker — si fa il nome di Selena Gomez, la giovane attrice protagonista di numerose serie TV Disney.

    continua su: http://www.diariodipensieripersi.com/2012/04/13-di-jay-…

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    Diario di pensieri persi said on May 8, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (369)
    • 5 stars
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    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Libri Italiani
  • Paperback 237 Pages
  • ISBN-10: 8804582995
  • ISBN-13: 9788804582991
  • Publisher: Mondadori
  • Pub date: Jan 01, 2008
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9788804582991 Paperback €15.00 €13.80 IBS.IT
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