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Cavie

By Chuck Palahniuk, Matteo Colombo (Translator), Giuseppe Iacobaci (Translator)

(2632)

| Paperback | 9788804561514

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Book Description

Sono stati portati in un teatro abbandonato di una città ignota, sonoquindici, e ognuno di loro ha risposto all'annuncio di un "luogo di ritiro perscrittori" dove potersi isolare per novanta giorni e scrivere il propriocapolavoro. Ma le cose non vanno proprio come previsto e i protagonistiiniziano aContinue

Sono stati portati in un teatro abbandonato di una città ignota, sonoquindici, e ognuno di loro ha risposto all'annuncio di un "luogo di ritiro perscrittori" dove potersi isolare per novanta giorni e scrivere il propriocapolavoro. Ma le cose non vanno proprio come previsto e i protagonistiiniziano a raccontarsi storie sempre più estreme in un moderno "Decamerone" ea mettere in atto spietate strategie per mettersi sotto la luce migliorequando l'inevitabile salvataggio li porterà alla gloria. Con lo stilegrottesco e dark che caratterizza i suoi scritti, Palahniuk offre una parabolaserrata e devastante sulla spasmodica caccia alla fama e alla celebrità.

9 Reviews

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  • 1 person find this helpful

    G.E.N.I.A.L.E.

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    Marzia said on Sep 26, 2009 | 2 feedbacks

  • Crudo e realistico come Chuck ci ha abituati
    Una favola nera sulla smania di protagonismo e sull'esserci a tutti i costi
    Ogni racconto è un attacco ad un pezzetto della cultura occidentale

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    Valer said on May 16, 2012 | Add your feedback

  • Raccolta di racconti spacciata per romanzo, "Cavie" di tutti i libri di Palahniuk è onestamente quello che mi è piaciuto meno.

    Per fare i conti della serva, mettendo una base cinque stelline ne perde due sane sane per la noia che spesso e volentieri fa capolino tra le pagine nonostante gli argomen ... (continue)

    Raccolta di racconti spacciata per romanzo, "Cavie" di tutti i libri di Palahniuk è onestamente quello che mi è piaciuto meno.

    Per fare i conti della serva, mettendo una base cinque stelline ne perde due sane sane per la noia che spesso e volentieri fa capolino tra le pagine nonostante gli argomenti osceni messi in tavolo (automutilazioni, cannibalismo, morti atroci, malattie ecc.): non so, boh, ma per me un romanzo concepito per alzare il tasso di adrenalina nel lettore e che invece finisce per farlo sbadigliare è un romanzo sbagliato.

    Due stelline le guadagna grazie alla qualità dei racconti, quasi tutti di ottima fattura ed in particolare "La scatola degli incubi" ma ne perde una perché lo stile con cui sono scritti è sempre esattamente il medesimo, nonostante ogni volta o quasi, il narratore sia una persona diversa.

    Una stellina la perde per il finale fiacco. A differenza degli altri libri di Palahniuk manca il colpo di scena finale shock: mentre leggevo mi ero convinto che tutta l'organizzazione fosse una specie di "Grande Fratello" con tanto di telecamere puntate sui nostri mostri, altrimenti detto una versione in carne ed ossa dei massacri che gli scrittori si riservano tra di loro a colpi di penna dalle pagine delle pubblicazioni che trattano di libri e cultura. Eh beh no, manco quello.

    Una stellina la guadagna per i personaggi, dei freak inguardabili, ed in particolare per l'ambientazione suggestiva.
    Una la perde per il disinteresse che si prova per gli spunti narrativi lasciati cadere, segno che alla fine non ci si innamora veramente di questo libro.

    Conto della serva: 3 stelline. Ma forse 2 e mezzo sarebbe stato più corretto.

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    Albertozeta said on May 14, 2012 | Add your feedback

  • Se qualcuno ha bisogno di risollevare la propria opinione sull'essere umano e sull'umanità in generale si tenga lontano da questo libro.. dopo il primo racconto ho temuto il peggio, per fortuna pero' gli altri non sono andati molto oltre... non è sicuramente per tutti comunque chi apprezza Palahniuk ... (continue)

    Se qualcuno ha bisogno di risollevare la propria opinione sull'essere umano e sull'umanità in generale si tenga lontano da questo libro.. dopo il primo racconto ho temuto il peggio, per fortuna pero' gli altri non sono andati molto oltre... non è sicuramente per tutti comunque chi apprezza Palahniuk non puo' esimersi da questa lettura.

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    Peter said on May 6, 2012 | Add your feedback

  • Impressioni | Cavie, di Chuck Palahniuk

    Recensione tratta dal mio blog. Questo è il link diretto:
    http://federico-russo.blogspot.it/2012/04/impressioni-c…

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    Questo è il secondo romanzo di Palahniuk che leggo. Non sono il suo fan numero 1 (lo sto diventando già da Choke), quindi prendete i miei pareri per qu ... (continue)

    Recensione tratta dal mio blog. Questo è il link diretto:
    http://federico-russo.blogspot.it/2012/04/impressioni-c…

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    Questo è il secondo romanzo di Palahniuk che leggo. Non sono il suo fan numero 1 (lo sto diventando già da Choke), quindi prendete i miei pareri per quello che sono.
    Ho cominciato a leggere Cavie (titolo originale: Haunted) dopo aver letto degli effetti, ehm, "psicosomatici" (leggasi: svenimenti e impellenti bisogni organici) indotti dai reading del primo racconto di questo romanzo, Budella (Guts). Una narrazione così potente, al punto da far svenire, dev'essere magistrale. Questo viene da pensare! E pare anche un'ottima pubblicità per l'autore.
    Ho cercato un po' sul web qualche recensione, e ho trovato molti - troppi - pseudo-intellettuali, i soliti scrittori che estrapolano grande arte e filosofia anche quando non dovrebbero (e lo fanno col grande stile dei refusi e simili). Ma devo ammetterlo, Cavie si presta (come ogni romanzo di Palahniuk) a "interpretazioni" di livello più alto; non campate in aria, ma l'esplicito messaggio che traspare dalla storia.
    Si può riassumere come un Decameron macabro. Anche se fino alla fine ho pensato di non essere stato attento durante la lettura, ho scoperto che no, in effetti, l'uso della prima persona per tutto il romanzo non è riferito a un personaggio specifico. Ad essere sinceri, dapprima il narratore dice di essere San Vuotabudella, poi però parla di quest'ultimo in terza persona e per il resto del romanzo la prima persona rispecchia il pov del personaggio protagonista di ogni racconto.
    Ad ogni modo, pare che non sia il miglior romanzo di Palahniuk, così dicono. Rispetto a Choke, in effetti, Cavie mi è sembrato meno coinvolgente. La linea principale della storia (gli scrittori rinchiusi nel teatro, ognuno con una propria storia, in risposta a un appello che offriva un "Rifugio per scrittori") non è molto interessante. Lo sarebbe se non fosse che il fulcro dell'opera sono i (numerosi) racconti, che distolgono un po' l'attenzione, e sono in effetti narrati in maniera più coinvolgente rispetto alla linea principale.
    La parte della storia che riguarda la prigionia degli scrittori è scritta in un modo "esagerato". L'autolesionismo e i pensieri di fama portati all'estremo vengono amplificati e resi macabramente comici, ma allo stesso tempo risalta lo squallore del pensiero moderno, l'insoddisfazione dell'uomo. Questo elemento di esagerazione e satira, in un primo momento, non lo avevo colto, o meglio, non pensavo fosse il motivo di quello stile.
    Mi sembrava verosimiglianza a bassissimo livello, più da telefilm che da romanzo. Rappresentazione distaccata dell'orrido intesa come strategia atta a voler sconvolgere il lettore con la freddezza ma invano, un tentativo fallito che risulta solo poco evocativo. Poi ho capito che l'intenzione era appunto quella della "tragicommedia" (in senso molto lato, lasciatemelo dire) e nessun'altra. (Credo.)
    I racconti sono belli; certo, alcuni - come quello di San Vuotabudella - sono molto più belli di altri, ma ognuno ha un suo perché. C'è un'alta dose di surreale, laddove l'argomento non è il sesso. Ma i nuclei di tutte le storie sono la morte e i paradossi della società moderna. In certi momenti, ho pensato di stare leggendo vagamente uno Stephen King dallo stile più asciutto.
    Cavie non sarà il migliore romanzo di Palahniuk, lo riconosco; senza dubbio però questa è un'affermazione banale, dato che il peggior Palahniuk sarà sempre diversi gradini al di sopra di molti scrittori.

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    Federico Russo "Taotor" said on May 5, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (2632)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Libri Italiani
  • Paperback 416 Pages
  • ISBN-10: 8804561513
  • ISBN-13: 9788804561514
  • Publisher: Mondadori (Piccola Biblioteca Oscar, 512)
  • Pub date: Jan 01, 2006
  • In other languages:
    • Cover of 'Haunted'
      Haunted
      (English Books)

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