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Non lasciarmi

By Kazuo Ishiguro, Paola Novarese (Translator)

(2914)

| Paperback | 9788806190453

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Book Description

Kathy, Ruth e Tommy sono cresciuti in un collegio immerso nella campagna della provincia inglese. Sono stati educati amorevolmente, protetti dal mondo esterno e convinti di essere speciali. Ma qual è, di fatto, il motivo per cui sono lì? E cosa li aspetta oltre il muro del collegio? Solo molti anni Continue

Kathy, Ruth e Tommy sono cresciuti in un collegio immerso nella campagna della provincia inglese. Sono stati educati amorevolmente, protetti dal mondo esterno e convinti di essere speciali. Ma qual è, di fatto, il motivo per cui sono lì? E cosa li aspetta oltre il muro del collegio? Solo molti anni più tardi, Kathy, ora una donna di trentun anni, si permette di cedere agli appelli della memoria. Quello che segue è la perturbante storia di come Kathy, Ruth e Tommy si avvicinino a poco a poco alla verità della loro infanzia apparentemente felice, e al futuro cui sono destinati. Un romanzo intenso e commovente dall'autore di "Quel che resta del giorno".

Critics

  • Non lasciarmi

    L’ultimo romanzo dello scrittore anglo-nipponico Kazuo Ishiguro conferma le attese: una storia struggente inserita in una cornice fantascientifica che mira a individuare il cuore dell’esistenza umana.di Maria Agostinelli Kathy, Ruth e Tommy sono i gi ... (read full critics)

    railibro published on Fri, 17 Feb 2012

  • Non lasciarmi

    La trama e le recensioni di Non lasciarmi, romanzo di Kazuo Ishiguro edito da Einaudi. Tre bambini crescono insieme in un collegio immerso nel verde della campagna inglese. Non hanno genitori, ma non sono neppure orfani. La loro vita verrà accompagna ... (read full critics)

    Qlibri published on Sat, 9 Apr 2011

23 Reviews

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  • 5 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    e 1/2 * Hold me, hold me, hold me and …..never let me go….

    Una storia terribilmente triste e senza speranza, scritta con una leggerezza meravigliosa. Non c’è ribellione, nessuna fuga, solo una cosciente accettazione di un destino ineluttabile. Come nella vita: perdiamo pezzi di noi lungo il percorso e quando non abbiamo più nulla da lasciare, moriamo. ... (continue)

    Una storia terribilmente triste e senza speranza, scritta con una leggerezza meravigliosa. Non c’è ribellione, nessuna fuga, solo una cosciente accettazione di un destino ineluttabile. Come nella vita: perdiamo pezzi di noi lungo il percorso e quando non abbiamo più nulla da lasciare, moriamo.

    http://youtu.be/Ve81_Zc5oCU

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    Lilly (Una volta era Topkapi, adesso non si sa....) said on May 17, 2012 | 6 feedbacks

  • 4 people find this helpful

    Never let me go...oh baby...never let me go...

    Questo libro mi ha trasmesso un sacco di riflessioni, così tante che non posso fare a meno di buttarle giù subito, a caldo, per non rischiare di perdere tutto una volta assimilata la lettura.
    Ishiguro racconta un mondo dove dei cloni vengono creati per diventare donatori. Già, avete capito bene, don ... (continue)

    Questo libro mi ha trasmesso un sacco di riflessioni, così tante che non posso fare a meno di buttarle giù subito, a caldo, per non rischiare di perdere tutto una volta assimilata la lettura.
    Ishiguro racconta un mondo dove dei cloni vengono creati per diventare donatori. Già, avete capito bene, donatori.
    La prima domanda che mi sono posta, che innesca in automatico tutte le altre, è: a che tipo di persone verranno "concessi i doni"? Voglio dire, con che criterio si scelgono le persone che riceveranno le donazioni? Perchè, a dirla tutta, se io fossi un clone-donatore, mi girerebbero assai i cabbasisi se sapessi che una parte di me è andata a far parte di, chessò, un farabutto o un assassino o un mafioso o semplicemente una testa di ca..o. Mi girerebbero non poco. E allora cos'è che distingue una persona meritevole da una non meritevole? Cosa rende qualcuno speciale e qualcun altro no? Il semplice fatto che si sia stati creati dal nulla rende questi "donatori" meno dignitosi e "umani" di altri esseri? Ma non siamo forse stati creati TUTTI dal nulla?
    Altra considerazione: le donazioni sono nate per sconfiggere il cancro e malattie prima, altrimenti, incurabili.
    C'è un'affermazione nel libro che mi ha colpito molto, dice più o meno così: "la gente preferisce vedere la propria moglie, il proprio marito, i propri figli sopravvivere a scapito dei "donatori" piuttosto che tornare a prima, a quando
    i donatori non esistevano e vedere i propri cari morire".
    Non voglio essere ipocrita. So per esperienza cosa vuol dire vedere un proprio caro soffrire e morire per una terribile incurabile malattia. Ammetto che se ci fosse stata la possibilità di un donatore, probabilmente avrei fatto carte false pur di salvare la persona a me cara con una donazione. Insomma...Mors tua, vita mea.
    Ma c'è qualcosa di malsano, in una società del genere...e in una riflessione del genere. Mi sono resa conto che è tutta una corsa al ritardare il più possibile: la maturità...la vecchiaia...la morte.
    Ci si affida al chirurgo estetico a 80 anni pur di ritardare il tempo e apparire come una 40enne, si cerca di tutto pur di trovare l'elisir di lunga vita e si perde di vista una sola, incontrovertibile, verità: che arriva la fine, prima o poi, per tutti. Non c'è scampo. Anche se campassimo 200 anni, siamo esseri mortali.
    E allora, mi chiedo: avrebbe senso? Perchè, pur ammettendo (e sperando) di riuscire a sconfiggere la malattia in questione, ci sarà sempre qualcos'altro che ci farà passare a miglior vita.
    A questo punto, non solo la creazione dei cloni mi pare un'assurdità già in partenza, ma lo stesso mondo immaginato da Ishiguro mi pare una fiera di creature senza un briciolo di anima. Paradossalmente, l'anima dimostrano di averla proprio gli stessi cloni, e la cosa che più mi ha terrorizzato (nel vedere il film prima, nel leggere il libro poi) è la sconcertante possibilità che tutto questo, un domani, possa realmente accadere.
    Quando si spera che un libro resti solo un libro, tutt'al più un avvertimento.

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    ♫..Lucy in the sky with diamonds..♫ (in ricordo di Melissa, NON DOBBIAMO AVERE PAURA!) said on Apr 20, 2012 about the Hardcover edition | 5 feedbacks

  • 4 people find this helpful

    Forse c'era troppa attesa. Forse avevo immaginato e con i libri non si deve immaginare, si può solo accogliere.
    Fattostà che mi è sembrato appena tiepido. I tre protagonisti arrancano, non sono empatici, non si fanno incontrare.
    L'idea bellissima, originale, commovente, ma senza squarci di sole.

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    Joy said on Apr 10, 2012 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Credo che il piu' grave torto che si possa fare a questo raffinatissimo e inquietante romanzo sia classificarlo come fantascienza, horror et similia.
    E' una grande metafora della limitatezza della vita e della ineludibilita' della morte, l 'unica certezza che ogni essere vivente possiede.
    Scritto in ... (continue)

    Credo che il piu' grave torto che si possa fare a questo raffinatissimo e inquietante romanzo sia classificarlo come fantascienza, horror et similia.
    E' una grande metafora della limitatezza della vita e della ineludibilita' della morte, l 'unica certezza che ogni essere vivente possiede.
    Scritto in modo magistrale.

    P.S. La traduttrice mi pare abbia seri problemi con l'uso dei congiuntivi. La qual cosa mi ha provocato seri fastidi ma ha anche scatenato, lo ammetto, momenti di grande ilarità (ahimè).
    Leggere per credere.

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    Gabrilu said on May 13, 2012 | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    La cosa che mi ha colpito di più di questo libro è che la triste realtà sulla vita degli studenti si svela pian piano, al lettore come ai protagonisti, in un modo così graduale..."delicato" che quando si arriva alle ultime pagine si è pervasi da una sensazione di impotenza, di arrendevolezza, ... (continue)

    La cosa che mi ha colpito di più di questo libro è che la triste realtà sulla vita degli studenti si svela pian piano, al lettore come ai protagonisti, in un modo così graduale..."delicato" che quando si arriva alle ultime pagine si è pervasi da una sensazione di impotenza, di arrendevolezza, la stessa che provano i personaggi nell'accettare il loro destino e che secondo me è la vera particolarità della storia. Nessuna ribellione, nessuna rivolta, come sarebbe prevedibile e legittimo, solo la consapevolezza di dover accettare il proprio destino, per quanto sia tragico. E' questo che rende questa storia così unica e diversa da tante altre.

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    Fra__* said on May 5, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Non convincente del tutto

    Questo libro di Ishiguro suscita in me sensazioni contrastanti...
    Mi è piaciuto, ma lascia un amaro in bocca che non avrei voluto. E non è per la storia intrisa di tristezza, per la ineluttabilità dei destini dei personaggi, che si capisce fin da subito, non potranno cambiare il corso della loro esi ... (continue)

    Questo libro di Ishiguro suscita in me sensazioni contrastanti...
    Mi è piaciuto, ma lascia un amaro in bocca che non avrei voluto. E non è per la storia intrisa di tristezza, per la ineluttabilità dei destini dei personaggi, che si capisce fin da subito, non potranno cambiare il corso della loro esistenza di "donatori"...
    Il libro mi ha lasciato un po' delusa per una sorta di banalità nello svolgimento della storia, anche se si tratta di un argomento molto sconvolgente, cioè che degli esseri umani possano essere allevati per donare i propri organi ad altri, finchè non trovano la morte.
    Molto bel scritto, come un puzzle da migliaia di pezzi in cui ognuno trova il suo posto a poco a poco, sul filo dei ricordi della voce narrante, una dei protagonisti. Una tecnica narrativa, piena di evocazione e malinconia, che prende il lettore e lo spinge ad andare avanti, nella scoperta terribile della verità, fino in fondo.
    Chi mi dice "Ma si tratta di fantascienza..." forse ha ragione, ma non mi basta a superare quel senso di "non compiuto" che mi ha ispirato questo libro. E non è fantascienza, è un libro totalmente surreale.
    Chi li capisce, 'sti giapponesi, è bravo...
    Voto generale: 7.

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    Malpy said on May 1, 2012 | 1 feedback

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