Sii bella e stai zitta
Perché l'Italia di oggi offende le donne




(204)
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Book Description
Dopo gli immensi progressi in termini di diritti, uguaglianza e libertà ottenuti dai movimenti libertari negli anni Sessanta e Settanta, le donne sembrano ora contare solo per come appaiono e costrette a emulare un unico, pervasivo modello di riferimento, quello delle veline. Ma che cosa dicono quesContinue
Book Details
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(204)
- Libri Italiani
- Paperback 168 Pages
- Edition: 1
- ISBN-10: 8804601949
- ISBN-13: 9788804601944
- Publisher: Arnoldo Mondadori
- Pub date: May 14, 2010
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| ISBN | Edition | List | Sale | Seller |
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| 9788804601944 | Paperback | €17.00 | €14.96 | IBS.IT |
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Lo dichiaro subito: è un quattro stelle politico. In altre circostanze mi sarei fermata a tre. In un paese più civile, più evoluto, una donna, ma anche un uomo, dovrebbe chiedersi: perché questa professoressa viene a ricordarci, in modo talvolta pedante, concetti così elementari? Perché questa ri-al ... (continue)
Lo dichiaro subito: è un quattro stelle politico. In altre circostanze mi sarei fermata a tre. In un paese più civile, più evoluto, una donna, ma anche un uomo, dovrebbe chiedersi: perché questa professoressa viene a ricordarci, in modo talvolta pedante, concetti così elementari? Perché questa ri-alfabetizzazione? Ma in una società come la nostra dove, chi può negarlo? l’immagine della donna è banalizzata nell’esteriorità, nell’ostentazione di un corpo perfetto, seducente, sempre più scoperto, puro oggetto del piacere maschile, beh, scandalosamente, bisogna ritornare all’ABC e chiedersi cos’è una donna, e perché la notte scura dell’oblio sembra aver steso il suo velo sulla ragione e sulla memoria. Con imbarazzo ripercorriamo le difficili lotte che le donne, nel corso della storia, hanno dovuto sostenere per uscire dallo stato di minorità in cui sono state costrette dagli uomini, per accedere a una condizione di dignità della persona. E’ doloroso prendere atto di come certe conquiste di civiltà siano sempre precarie e di come molte donne, ottusamente, siano spesso complici della loro degradante condizione. In una società sopraffatta da un maschilismo di ritorno, l’unico modo per “valere” sembra essere quello di compiacere le aspettative degli uomini, di sfruttarne e assecondarne il potere, sacrificando (quanto inconsapevolmente?) libertà e dignità.
L’autrice auspica che le donne italiane siano percorse dal vento di una indignazione morale che scuota loro di dosso quello stereotipo avvilente di “belle e mute”, bamboline sciocche, manovrabili, utilizzabili, prevedibili, innocue, per riconquistare una reputazione che, almeno all’estero, sembra essere perduta.
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